La scoperta dell’imprinting

Il termine etologia (dal greco ethos «carattere» e logos «costume» e «discorso») indica la moderna disciplina scientifica che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale.

Gli animali vengono studiati sulla base di quello che fanno.

Dunque il “comportamento” diventa il principale oggetto di osservazione, l’indicatore determinante di un’evoluzione, alla cui base c’è la combinazione tra individuo e ambiente, tra istinto e stimoli esterni, tra predisposizione innata e apprendimento.

Dal momento che l’uomo e gli altri animali hanno origini comuni, studiando il comportamento degli animali si riesce a comprendere meglio quello degli uomini.

L’ etologia oggi si interessa in particolare ai seguenti comportamenti:

  • Comportamento istintivo (non frutto dell’esperienza individuale, ma innato o tramandato geneticamente);
  • Apprendimento (modifica del comportamento indotta da fattori esterni);
  • Corteggiamento (fase preparatoria all’accoppiamento, che permette agli individui di avvicinarsi e riconoscersi senza far scattare reazioni di difesa o aggressive);
  • Cure parentali (insieme dei comportamenti che i genitori mettono in atto per difendere la loro prole sino al momento della loro autonomia);
  • Organizzazione sociale;
  • Rapporto col territorio (lo spazio fisico nel quale un animale vive è fondamentale ed ogni animale ha un rapporto particolare col proprio territorio, che solitamente è lo stesso per tutta la vita. Anche le specie migratrici hanno la tendenza a ritornare sempre nei luoghi dai quali sono partite);
  • Sesso.

Nello specifico, qui ci occuperemo dei comportamenti di apprendimento.

L’apprendimento consiste in modificazioni del comportamento prodotte dall’esperienza; “apprendere” significa dunque acquisire nuove informazioni. Strettamente correlato all’apprendimento vi è la capacità di memorizzare.

La “memoria” è costituita da una serie di livelli progressivi e la loro progressività dipende dalla permanenza. Un’esperienza non importante viene dimenticata.

Sono comportamenti appresi l’imprinting, il condizionamento, l’apprendimento per prove ed errori, l’assuefazione, l’intuito (insight) e l’apprendimento per imitazione.

Di tutte queste capacità di apprendimento, l’IMPRINTING è l’unica forma a non prevedere l’oblio (la perdita di memoria, per intenderci).

L’imprinting (termine inglese che significa “impressionamento”) è una forma di apprendimento di tipo definitivo che ha luogo durante le prime fasi di vita (periodo sensibile), quando l’animale può facilmente venire “impressionato” da un oggetto che ha vicino, su cui dirigerà in seguito particolari reazioni istintive; sviluppando un attaccamento irresistibile verso l’oggetto.

Il periodo sensibile, durante il quale l’animale non distingue gli stimoli esterni e subisce l’imprinting, è in genere limitato ad alcune ore o a qualche giorno, a seconda della specie, dello stadio di sviluppo dell’animale al momento della nascita e della durata di esposizione all’oggetto.

Al termine del periodo sensibile si perde la capacità di apprendimento per imprinting.

Se ne deduce che l’imprinting serve all’animale per identificare la propria specie (quindi è un fattore chiave alla base del comportamento sociale).

Lorenz

In un “esperimento” rimasto famoso (noto come reazione del seguire), Konrad Lorenz, fondatore dell’etologia moderna, prese le uova deposte da un’oca selvatica e le divise in due gruppi: le uova del primo gruppo furono lasciate alla madre, che le covò fino alla schiusa; le altre uova vennero poste nell’incubatrice. Alla nascita dei pulcini, Lorenz scoprì che quelli del primo gruppo seguivano la loro madre naturale, mentre quelli del secondo gruppo seguivano lo sperimentatore, cioè Lorenz stesso: credevano che la loro mamma fosse lui!

Questo esperimento dimostra che per le oche selvatiche il legame con la madre non è istintivo: esso dipende infatti dall’esperienza che i piccoli hanno al momento della schiusa.

Lorenz osservò inoltre che i piccoli nati nell’incubatrice continuano a seguire il primo animale che hanno visto alla nascita, anche se subito dopo vengono ricongiunti con la vera madre. In questo modo, lo studioso dimostrò che il fenomeno dell’imprinting è irreversibile.

Lo sapevate che…?

Quando nacque il suo primo bambino Lorenz possedeva molti animali, che vivevano liberamente in casa e nel giardino; tra questi c’erano alcuni corvi, due grossi pappagalli e alcune scimmie. Per evitare che gli animali potessero far male al neonato, costruì una gabbia in cui tenere la carrozzina.

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Fonti:

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3 thoughts on “
La scoperta dell’imprinting

  1. sono cresciuto in mezzo agli animali e l’esperimento di Konrad Lorenz mi riporta in mente ricordi analoghi. da piccolo per es. comprai una piccola incubatrice e mi accadde lo stesso con dei pulcini; mi seguivano e riconoscevano anche se non ci incontravamo per settimane e mesi.
    la stessa cosa accadde a me, a mio zio e mio padre, con un vitello; la madre morì e fummo noi a prendercene cura. beh, continuò a seguirci anche quando pesava svariati quintali e dovevamo stare attenti perché voleva dimostrarci affetto, in particolare “accarezzandoci” con le sue corna; inutile specificare quanto ciò fosse pericoloso per noi. (:

  2. Ho trovato molto accattivante questo articolo, soprattutto per i neofiti. Diversi studi di psicologia prendono spunto proprio dall’etologia: partendo dal lavoro di Lorenz di cui hai scritto, Bowlby formula la sua teoria dell’attaccamento per spiegare come avviene il legame tra neonato e caregiver. Anche molte ricerche su memoria e apprendimento fanno riferimento agli esperimenti di Pavlov e Skinner sul condizionamento.

  3. Pingback: Modelli di apprendimento: Pavlov, Skinner e Thorndike | Holden Magazine

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